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Friday, 25 April 2014 - 06:40
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UNIVERSITA'

Unimore, laureati eccellenti e voglia di “scappare”

Dati al di sopra della media nazionale per le prestazioni dei laureati di Modena e Reggio Emilia, che si confermano ottimi studenti. Cresce notevolmente il numero di chi è disposto a trasferirsi all'estero dopo la laurea
Immagine articolo - Il sito d'Italia

Il quadro che promuove decisamente la qualità didattica offerta dall'Ateneo emiliano emerge dal XIII Profilo dei laureati presentato da AlmaLaurea al convegno "Qualità e valutazione del sistema universitario" svoltosi all'Università di Sassari alla fine di maggio, che ha coinvolto oltre 190mila laureati del 2010 dei 57 Atenei aderenti da almeno un anno al Consorzio Interuniversitario.

 

L'ETA' MEDIA - L'età media alla laurea nel complesso dei laureati di Modena-Reggio Emilia del 2010 è di 26,2 anni contro i 26,3 anni dei laureati pre-riforma usciti nel 2004. Il valore è influenzato, in negativo, dalla consistenza dei laureati dell'Università di Modena-Reggio Emilia che si sono immatricolati con due o più anni di ritardo rispetto all'età canonica dei 19 anni: nel 2010 sono stati il 21% nel complesso".

A Modena e Reggio Emilia, infatti, coloro i quali si iscrivono con un ritardo rispetto alla maturità inferiore a un anno, e quindi sostanzialmente appena conclusi gli studi superiori, sono il 79%, un dato più contenuto dell'80,4% di Bologna, ma anche del 79,5% di Ferrara e dell'83% di Parma. A livello nazionale il loro peso è del 77,1%.

 

RITARDATARI - Per l'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia l'indice di ritardo è pari allo 0,28, mentre per i colleghi bolognesi sale a 0,36, per quelli di Ferrara a 0,37, per quelli di Parma a 0,35, mentre in ambito nazionale arriva addirittura a 0,43, che significa un tempo quasi del cinquanta per cento superiore alla durata prevista del corso.

 

 

FREQUENZA - Il riscontro di quanto affermato è attestato dalla eccezionale regolarità osservata dagli studenti modenesi-reggiani negli studi, in quanto ben il 56,2% si laurea regolarmente in corso (57,1% per i laureati di primo livello; 63,8% per i laureati delle lauree specialistiche a ciclo unico; 43,8% per quelle non riformate e 58,7% per le specialistiche biennali) ed un altro 23,9% con un ritardo inferiore a un anno (21,8% per i laureati di primo livello; 17,1% per quelli delle specialistiche a ciclo unico; 33,1% per quelle non riformate e 30,1% per le specialistiche biennali). Questo significa che 4 studenti su 5 sostanzialmente finiscono la carriera universitaria pressoché rispettando la durata prevista del proprio corso.

Ben 3 studenti Unimore su 4 sono assidui ad oltre il 75% delle lezioni ed un altro 13,7% assiste ad oltre il 50% di esse, come peraltro avviene anche per i coetanei degli altri Atenei emiliano romagnoli, tra i quali si distinguono soprattutto da questo punto di vista gli universitari di Bologna (96.8% prende oltre il 50% delle lezioni).

 

OTTIMI VOTI - Il voto medio di laurea dei laureati modenesi reggiani è di 101,0, con un range che va dai 98,2 dei laureati di primo livello, a 104,9 per i laureati delle specialistiche a ciclo unico, a 103,5 per i laureati dei corsi non riformati per arrivare ai 105,3 dei laureati delle specialistiche a ciclo unico. Il 16,9% dei laureati durante gli studi ha usufruito di borse di studio: a Bologna il 20,3%, a Ferrara il 18,5% e a Parma il 17,1%, mentre in Italia la percentuale di quanti hanno percepito nella loro carriera universitaria un qualche sussidio economico è del 23,4%.

 

 

TIROCINI E STAGES - Con la riforma sono cresciute notevolmente anche le esperienze di tirocinio e stage che coinvolgevano il 17% dei laureati dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia del 2004 contro il 69,6% dei laureati 2010 (81% dei laureati di primo livello, il 70,3% di quelli delle specialistiche a ciclo unico ed il 54% dei laureati specialistici). Ed anche questo è un elemento che distingue in positivo l'offerta formativa complessiva dell'Ateneo. Singolare questa opportunità anche rispetto al contesto nazionale e regionale: in Italia è offerta al 56,8% degli studenti, a Bologna al 53,3%, a Ferrara al 68,4% e a Parma al 51,1%.

 

 

STUDIO ALL'ESTERO - E' in incremento la quota di studenti che durante gli studi decidono di sostenere esperienze di studio all'estero, passati dal 12,8% nel 2009 al 13,0% nel 2010 (11,6% per quelli di primo livello; 13,5% per quelli delle lauree specialistiche a ciclo unico; 7,3% per quelli delle lauree non riformate e 16,2% per le specialistiche biennali). In Italia la media di studenti "viaggiatori" è del 12,3%. Decisamente più aperti a queste esperienze gli universitari di Bologna che colgono questa opportunità nel 16,2% dei casi. Quelli di Ferrara (10,1%) e Parma (9,7%) sono, invece, più "sedentari".

 

 

ATENEO PROMOSSO - Alla specifica domanda se sono "complessivamente soddisfatti del corso di laurea" il 91,9%, ovvero più di nove studenti su dieci, rivela un indice di gradimento più che sufficiente: risponde "decisamente sì" il 39,5% e "più sì che no" il 52,4%. Tanto che il 76,7% dei laureati dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia si iscriverebbero di nuovo allo stesso corso di laurea dell'Ateneo: 75,5% tra quelli di primo livello; 84,5% tra quelli delle lauree specialistiche a ciclo unico; 84,4% tra quelli delle lauree non riformate e 77,5% tra quelli delle specialistiche.

Giudizi altrettanto lusinghieri non si ritrovano tra i colleghi degli altri Atenei emiliano romagnoli e italiani. A Bologna quanti ripeterebbero la stessa esperienza sono il 70,3%, a Ferrara il 69,3%, a Parma il 71,7% e in Italia il 68,6%

Il motivo di tanta soddisfazione la si coglie dalle espressioni di giudizio raccolte nell'indagine AlmaLaurea riguardo sia al rapporto con i docenti (89,6% lo valuta più che sufficiente), che dalla adeguatezza delle aule considerata spesso o sempre ottimale dal 78,5% degli intervistati, che dalla qualità del servizio bibliotecario apprezzata dall'88,3% degli studenti. Anche in questo caso si raggiungono performance decisamente migliori rispetto tanto alla realtà italiana che regionale.

 

MERCATO DEL LAVORO - Quasi la metà dei laureati (48,8%) che escono dall'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia non intende proseguire gli studi (31,2% tra quelli di primo livello; 43,9% tra quelli delle specialistiche a ciclo unico; 72,1% tra quelli di lauree non riformate e 73,6% tra quelli delle specialistiche biennali).

Nello stesso tempo con la accresciuta fretta di avviarsi al lavoro dei laureati Unimore aumenta anche decisamente la quota di quanti sono disposti per lavoro a recarsi all'estero in un Paese UE o anche extraeuropeo. Oggi ben il 69,7% dei laureati dell'anno scorso sono disposti a trasferirsi. Appena l'anno prima, per i laureati del 2009, quando non si aveva ancora consapevolezza che la crisi sarebbe stata lunga, la disponibilità a lavorare all'estero era presa in considerazione da appena il 59,3% e tra quelli del 2008, all'inizio della crisi, dal 55,9%. Nell'ultimo quadriennio, dunque dal 2007 al 2010, si è passati da una disponibilità a lavorare all'estero del 51,9% al 69,7% (+ 17,8%).

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