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Wednesday, 20 August 2014 - 12:40
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MEDICINA

Policlinico, dalla ricerca nuove speranze contro l'asma bronchiale

Due studi internazionali, di cui uno condotto dal prof. Fabbri di Modena, svelano l'efficacia del farmaco anticolinergico Tiotropio, capace di migliorare in modo più efficace la funzionalità respiratoria dei malati d'asma
Immagine articolo - Il sito d'Italia

Nuovo riconoscimento per il Dipartimento ad Attività Integrata di Oncologia, Ematologia e Patologie dell’Apparato Respiratorio dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena. Il prof. Leonardo Fabbri, direttore del Dipartimento e della Struttura Complessa di Malattie dell’Apparato Respiratorio si è reso di nuovo protagonista attraverso uno dei due studi multicentrici internazionali che hanno indagato le potenzialità di trattamento dell’asma bronchiale con un farmaco innovativo, il Triotropio, finora utilizzato in patologie differenti.

 

Entrambi gli studi sono stati pubblicati sul numero di agosto della prestigiosa rivista Journal of Allergy and Clinical Immunology, organo ufficiale della Accademia Americana di AllergologiaAsma e Immunologia Clinica, la più importante pubblicazione scientifica di settore. Insieme al Policlinico hanno collaborato i colleghi di Groningen, Città del Capo e Francoforte.

 

Lo studio coordinato dal prof. Leonardo Fabbri ha coinvolto 388 pazienti, di età compresa tra i 18 e i 67 anni, confermando l’effetto benefico del Titropio in pazienti asmatici geneticamente resistenti al trattamento con i broncodilatatori beta-adrenergici. Il Tiotropio è risultato più efficace del placebo ed efficace come il Salmeterolo nel migliorare la funzione respiratoria in pazienti con asma persistente moderata.

 

L’asma bronchiale è la più frequente malattia respiratoria cronica, che colpisce fino al 5 % della popolazione. Quasi sempre si trascina dall’infanzia, spesso dovuta ad allergia e persiste per tutta la vita con pause anche di anni. Non guaribile ma ben controllabile nella maggioranza dei casi con i farmaci a disposizione, può divenire molto grave in una piccola, ma significativa percentuale di soggetti. “In questi casi – ha spiegato il professor Leonardo Fabbri – anche i trattamenti più potenti non sono in grado di mettere e mantenere l’asma sotto controllo e quindi i pazienti restano sintomatici e possono avere riacutizzazioni che li portano in ospedale. Inoltre devono prendere cortisone per bocca, che ha effetti collaterali importanti. I risultati di questi due studi portano nuove speranze a questi soggetti. Sino ad ora abbiamo sempre utilizzato il Triotropio nella terapia della Broncopatia Cronico-Ostruttiva, campo nel quale Modena vanta un’assoluta eccellenza. Grazie ai due studi pubblicati questo mese, il Ttriotropio potrà essere utilizzato nella terapia dell’asma bronchiale, diventando un nuovo e potente alleato nella lotta a questa patologia. Prevediamo che esso potrà essere approvato definitivamente, come farmaco per l’asma, in 2-3 anni”.

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