Mentre la terra continua a tremare imperturbabile, si fanno i primi conti dei danni a persone e cose, nei comuni della bassa modenese e delle prince limitrofe.
E' salito a 6 il numero delle vittime accertate. Si tratta di 4 uccisi dal crollo dei capannoni in cui stavano lavorando nei turni notturni: due alla Sant’Agostino Ceramiche, un altro alla fonderia Tecopress di Dosso e un altro ancora in una azienda di polistirolo a Ponte Rodoni di Bondeno.
Sono due invece le vittime stroncate da un malore, in seguito al forte spavento: si tratta di una donna ultracentenaria residente a Sant’Agostino e di una cittadina tedesca di soli 37 anni, che si trovava a Bologna per motivi di lavoro.
In tutta la provincia si contano 80 feriti non gravi, ricoverati nei diversi presidi di Pronto Soccorso ricoverati nei pronto soccorso della provincia di Modena: 30 all'ospedale di Carpi e 50 in quello di Mirandola, la cui attività è per altro ridotta per verifiche sull'agibilità della struttura stessa. Si tratta in larga parte di persone colpite da calcinacci o oggetti che sono crollati durante le due scosse più intense verificatesi nella notte.
Si contano invece in circa 1500 le persone sfollate, tra anziani e malati residenti in ospedali e strutture protette e semplici cittadini le cui abitazioni sono state dichiarate inagibili. La Protezione Civile lavora in stretta collaborazione con i Carabinieri e il personale sanitario, per allestire centri di accoglienza e primo soccorso. Già operativi i centri di Medolla, Camposanto e Finale Emilia, in allestimento anche a San Felice e Mirandola.
Anche il capo della Protezione civile Franco Gabrielli è arrivato in mattinata sulle zone più colpite dal sisma, prima a Ferrara poi a Modena, per coordinare le azioni di soccorso e messa in sicurezza dei centri urbani. La regione Emilia-Romagna chiederà lo stato di calamità nazionale.
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