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Saturday, 20 September 2014 - 23:58
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SISMA /4

Terremoto e scienza, la “prima volta” della bassa modenese

L'analisi degli esperti di sismologia e l'archivio storico parlano di un fatto eccezionale per una zona a basso rischio sismico. L'ultimo episodio analogo nel 1570
Immagine articolo - Il sito d'Italia

Ha ormai superato quota 45 il numero delle scosse che sono state registrata – e quasi tutte chiaramente avvertite – dall'una di notte fino ad ora. Tutte quante di magnitudo compresa tra i 5.9 e i 2 gradi della scala Richter.

 

I dati diffusi dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia analizzano una situazione per certi versi “straordinaria”. E' infatti la prima volta che un evento di tale intensità viene registrato in quell'epicentro: i cataloghi non riportano terremoti significativi in un raggio di 30-40 km dall'epicentro odierno. Nel corso degli ultimi tre mesi l'area non è stata interessata da sismicità rilevante. Negli ultimi anni, per di più, la sismicità vi è stata un’attività sismica scarsa e sporadica lungo la fascia in compressione al bordo della Pianura Padana, ossia quella arte di Appennino che si incunea sotto la grande piana.

 

Le zone colpite rientrano tra quelle a bassa pericolosità sismica, al confine settentrionale della zona in compressione della catena Appenninica. Per questo i sismologi sono molto cauti e – con la freddezza tipica dei tecnici esperti – parlano di un movimento tellurico coerente con le conoscenze della sismotettonica della regione.

 

Il sismologo Alessandro Amato – intervistato da Corriere.it – ha parlato di un evento imprevedibile, dovuto appunto al lungo silenzio sismico che ha contraddistinto queste zone. Secondo Amato, gli archivi storici riportano documenti di un terremoto analogo soltanto nell'anno 1570, dove si verificarono danni considerevoli agli edifici.

 

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