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Thursday, 21 August 2014 - 10:11
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LA LETTERA

I big della cultura modense contro i tagli del bilancio comunale

Una “cordata” di artisti e uomini di cultura scrive al Comune: solo il 5% del bilancio destinato alla cultura e i futuri tagli preoccupano i firmatari
Immagine articolo - Il sito d'Italia

“Chiediamo dunque alle autorità cittadine di salvaguardare l'impegno economico destinato alle attività culturali”: così si conclude la lettera firmata da 22 nomi noti del panorama culturale cittadino. Un chiaro segnale all'Amministrazione Comunale in vista dell'approvazione del prossimo bilancio, per il quale si chiede di tenere in considerazione le attività culturali come imprescindibile fattore di benessere della nostra comunità.

 

Tra i firmatari spiccano Marzia Barbieri, Alberto Bertoni, Ugo Cornia, Beppe Cottafavi, Carlo Cremaschi, Franco D'Aniello (Modena City Ramblers), Guido De Maria, Mirella Freni, Carlo Galli, Claudio Gavioli, Franco Guerzoni, Raina Kabaivanska, Valerio Massimo Manfredi, Alberto Mattioli, Aude Pacchioni, Laura Panini, Stefano Piccagliani, Antonio 'Rigo' Righetti, Michele Smargiassi, Leo Turrini, Wainer Vaccari e Gianfrancesco Zanetti. Di seguito il testo integrale della lettera:

 

 

“Siamo allarmati da una serie di voci che reclamano, in un prossimo futuro, tagli più o meno integrali al bilancio della cultura modenese, cui già viene attribuito soltanto il 5% del bilancio cittadino (percentuale molto minore rispetto a quella di tutte le altre città capoluogo dell'Emilia-Romagna) e pertanto vorremmo sottolineare alcuni punti:
 
1. La cultura è un bene costume che in Guanto volano di educazione alla vita pubblica ha costruito negli anni l'identità profonda della nostra città. Essa contribuisce ad armonizzare ed a integrare i profondi cambiamenti antropologici e sociali intervenuti negli ultimi decenni, a Modena (in virtù del suo peso economico e della sua centralità geografica) anche più radicali che in altri centri;
 
2. Da due anni a questa parte, le manifestazioni culturali che sono state organizzate sul
territorio cittadino, hanno riscosso un'attenzione crescente da parte di un pubblico sempre più ampio e intergenerazionale: dal fumetto alla poesia, dal bel canto alle sperimentazioni teatrali, dal "29 settembre" al concerto per Pavarotti, dalle attività capillari della galleria Civica a "SentiMoband " e agli altri spazi per la musica, dalle iniziative giovanili alle grandi mostre fotografiche, dalla Notte bianca a un FestivalFilosofia che ha consolidato i suoi livelli. Senza dimenticare la restituzione di senso e di vitalità alle grandi ricorrenze civili della nostra storia nazionale, il 25 aprile e il 2 giugno;
 
3. Modena, negli ultimi tempi, ha assistito a un notevole rilancio della vita notturna e a
una ripresa considerevole di quelle manifestazioni estive che - negli anni '90 - avevano raccolto migliaia di persone nei cortili del centro storico, recuperando così un momento di forte vitalità cittadina in chiave di futuro, nonostante le poche risorse economiche investite;
 
4. La cultura, come noi la intendiamo, non è soltanto conoscenza alta, elitaria, ma è soprattutto un'occasione di socialità intelligente, che si realizza quando le persone escono di casa e riempiono sale e piazze, per assistere a spettacoli e performance dei più diversi generi artistici. Infatti, quando la cultura occupa lo spazio e il tempo pubblici, crea un elemento forte e identitario, perché radicato nella realtà di tutti i giorni; svolge un ruolo fondamentale nel recupero dell'autostima, diffonde fiducia nella creatività nella conoscenza;
 
5. La cultura connette le generazioni anziché contrapporle
 
6. Se c'è un merito dell'attuale gestione cittadina in materia di cultura è proprio quello di ricordare ogni giorno ai modenesi che esiste una città viva, variegata, multilingue, che chiede spazio per l'espressione, il divertimento, la partecipazione intelligenti Mia dita che dà spazio alle tante associazioni, che coinvolge le diverse persone di talento che Modena esprime, che sa offrire, ai propri cittadini e non solo, attività e servizi di grande valore per la crescita sociale collettiva. A partire dalle molteplici attività delle biblioteche, dei musei, dei teatri e del cinema. E in tutti questi ambiti la politica culturale deve essere esigente nelle scelte e severa nel vaglio delle competenze, al riparo dalle ideologie e lontana dalle logiche di schieramento partitico.
 
In un contesto di crisi drammatica per le risorse pubbliche, è evidente e giusto che vengano riconsiderate le priorità generali e le scelte specifiche dell'azione amministrativa. Quella che noi tutti respingiamo è l'idea che esistano interi ambiti di quell'azione che siano "dispensabili" per presupposto più di altre. Il benessere di questa città è anche il prodotto delle sue biblioteche pubbliche, dell'accesso allargato ai teatri, all'arte, allo spettacolo, all'animazione culturale, alla circolazione delle idee, Questa offerta, alla pari di tutti gli altri servizi della città, può e deve essere rimodulata tenendo conto delle condizioni e delle costrizioni di bilancio, ma questo deve avvenire considerando singolarmente il valore e l'utilità dei progetti, e non in modo meccanico, generale, aritmetico e già dato per scontato a priori. Né si può pensare che si possa risanare un bilancio comunale con operazioni che possono generare un rapido degrado civile della città. Sulla base di queste considerazioni, chiediamo dunque alle autorità cittadine di salvaguardare l'impegno economico destinato alle attività culturali”.
 
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