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Wednesday, 20 August 2014 - 06:49
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L'INCONTRO

Giovanni Tizian ospite in Comune: “Mafia, una guerra senza confini”

Il giornalista autore di “Gotica” ricevuto in municipio, parla davanti agli amministratori sottolinenando come sia opportuno parlare di radicamento della mafia anche nei nostri territori e non più di infiltrazioni
Immagine articolo - Il sito d'Italia

“Una questione, quella mafiosa, che va affrontata senza mettere confini, limiti e frontiere”, queste le parole del giornalista Giovanni Tizian, autore del libro Gotica ed esperto di inchieste sulla mafia, ieri ospite del consiglio comunale di Modena. Tizian, costretto da dicembre a vivere sottoscorta, gira l’Italia con lo scopo di raccontare e svelare il volto reale delle mafie al Nord, collaborando anche con numerose associazioni antimafia.
 

Accompagnato dalla sua famiglia e dai suoi due angeli della scorta, è entrato in Aula, non con l’aria da eroe, di chi aspetta una standing ovation, ma in silenzio e con umiltà e semplicità è riuscito a rapire con la sua testimonianza tutti i presenti, non solo assessori e consiglieri, ma anche comuni cittadini.

 

Tizian non ha deciso di occuparsi di mafia per caso, era solo un bambino quando suo padre venne assassinato, così da “spettatore” a “protagonista” dopo tanti anni, ha deciso di iniziare il suo impegno politico. Non più infiltrazione ma radicamento, la mafia al Nord non è più di passaggio, si è radicata con una presenza costante sul territorio, basata su relazioni sociali che le permettono di mimetizzarsi senza destare l’allarme sociale. La mafia oggi ha cambiato tattica, agisce in silenzio attraverso altre modalità, non fa più rumore con una bomba o un proiettile ma intimidisce agendo nell’ombra. Non è più un problema di sicurezza, di ordine pubblico, ma un problema economico che coinvolge imprenditori, imprese e aziende, e i principali fattori di inquinamento economico, spiega Tizian, sono la concorrenza sleale, la corruzione e l’usura.

 

Un errore è considerare il problema mafioso solo una questione meridionale, sottolinea Tizian, perché la mafia si è globalizzata, dunque l’Italia intera deve essere protagonista di questa lotta. Al Sud esiste già da tempo un’attività di monitoraggio perché si conosce il problema, ora tocca anche al Nord aprire gli occhi e far sentire la sua voce.
Bisogna combattere e spezzare le catene dell’omertà e del silenzio, che costituiscono la base della potenza mafiosa.
 

Il consiglio comunale di Modena, targato “Io mi chiamo Giovanni Tizian”, nome della campagna ideata dall'associazione DaSud, ha approvato due mozioni, con le quali si chiede al Ministero degli Interni la costituzione in Emilia-Romagna di una sezione operativa della DIA (Direzione Investigativa Antimafia), visto che ora si è costretti a rivolgersi alla DIA di Firenze e Padova.

 

Chi fa antimafia non è un marziano, lo stesso slogan della campagna di Tizian recita: “sono e siamo la società civile, se non lo facciamo noi, chi deve farlo?”. Il cambiamento deve partire dalla società, basta inginocchiarsi, bisogna ribellarsi, tutti devono e possono contribuire alla lotta alla mafia, insieme si può essere tutti, uno, contro la mafia. “La lotta alla mafia – sosteneva Paolo Borsellino – dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà, che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.”

 

di Serena Mangino
 
 
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