E' stato dimesso dall'ospedale di Baggiovara Riccardo Riccò, dopo dodici giorni di ricovero. Ora le sue condizioni fisiche sono quasi tornate alla normalità.
Si apre ora per lui la preannunciata e dolorosa via giudiziaria. La procura di Modena lo sentirà nei prossimi giorni per presunta violazione della legge antidoping; Riccò dovrà essere interrogato anche dalla Procura del Coni.
Intanto, dopo un colloquio con i dirigenti della sua squadra, l'olandese Vancansoleil, è arrivato per il ventiseienne ciclista modenese anche il licenziamento per “violazione del regolamento interno”.
Una pesante ombra giudiziaria si allunga sulla vicenda di Riccardo Riccò, ricoverato due giorni fa e non ancora dimesso dall'ospedale Civile di Modena. Secondo le sue stesse parole, il corridore avrebbe praticato un'autoemotrasfusione, ossia avrebbe riutilizzato il proprio sangue dopo averlo conservato per 25 giorni. Questa tecnica medica è tristemente finita alle cronache sportive e giudiziarie nei casi di doping che hanno flagellato il ciclismo nell'ultimo decennio.
Solo oggi l'Azienda USL di Modena rende noto che ieri, 6 febbraio, Riccardo Riccò è stato ricoverato d'urgenza presso il Nuovo Ospedale Civile Sant'Agostino Estense di Baggiovara. Le condizioni del ciclista, inizialmente gravi, sono ora in fase di miglioramento - fanno sapere i medici - ma la prognosi resta riservata. Secondo il padre del corridore formiginese si è trattato di un blocco renale avuto dopo un allenamento. Riccò è vigile e parla normalmente, ma ancora non vi sono notizie certe circa le cause del malessere.
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